Del tutto inopportuno risulta l'invito del Consigliere Saturnino Di Ruscio rivolto al Consiglio provinciale di non esaminare un argomento per il quale, proprio per la sua rilevanza, questa Amministrazione provinciale ha chiesto un parere allo stesso Consiglio.

Per conoscere i reali termini della questione, si deve ricordare che il Comune di Porto Sant’Elpidio ha proposto a questa Provincia l’attivazione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinare i tempi, le modalità attuative finalizzate alla riqualificazione urbana dell’area ex FIM.

L’accordo di programma, strumento previsto dalla legge, la cui attivazione è subordinata all’acquisizione di numerosi pareri, compresa la Valutazione Strategica Ambientale e la Verifica di Assoggettabilità alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e il parere della Soprintendenza ai Beni Culturali, si inserisce in un percorso amministrativo che era stato iniziato dalla Provincia di Ascoli Piceno addirittura nel 1996.

Con l’accordo di programma si concretizzano interessi di natura pubblica che i due Enti hanno formalmente espresso nei rispettivi atti di pianificazione: per il Comune la bonifica, la riqualificazione del sito inquinato ed opere pubbliche, mentre per la Provincia l’attuazione del PTC attraverso la riqualificazione delle aree degradate, la mobilità dolce ed il consumo di suolo.

Per quanto concerne gli aspetti urbanistici, giova ricordare come l’attuale Piano Regolatore del Comune di Porto Sant’Elpidio prevede per quel sito la possibilità di insediamenti per 22.160 mq, ai quali debbono essere aggiunti 5.000 mq della cosiddetta “Cattedrale” e 1.100 mq. delle opere di urbanizzazione secondaria, per un totale di 28.260 mq e non 22.000 come sostiene Legambiente.

Le previsioni insediative che sono state prospettate a questo Ente, e il cui dimensionamento costituirà l’oggetto della valutazione della Provincia in sede della conferenza preliminare, sono di 35.000 mq. di superficie utile lorda, suddivisa in 25.000 mq di residenziale, 5.000 mq turistico/ricettivi (Cattedrale) e 5.000 commerciali.

Quindi, contrariamente a quanto sostenuto da Legambiente, secondo la variante proposta le volumetrie potrebbero passare da 28.260 mq a 35.000 mq.

Tutte le nuove previsioni urbanistiche sono molto al di sotto di quelle dell’impianto produttivo dismesso, stimate dal Comune in circa 300.000 mc.

Si ribadisce che l’attuazione degli interventi proposti dal Comune di Porto Sant’Elpidio è condizionata e subordinata all’avvenuta bonifica attualmente in corso ed alla restituzione agli usi legittimi dei suoli interessati, su cui la Provincia di Fermo vigilerà sia con le disposizioni che verranno previste nell'accordo di programma e sia attivando tutte le competenze che in materia ambientale la legge le attribuisce.

Il Consiglio Provinciale, come prevede solo per questo Ente l’art. 48 dello Statuto, è chiamato ad esprimere un parere in ordine alla proposta avanzata dal Comune di Porto Sant’Elpidio, in modo che il Presidente possa dare corso al procedimento previsto e disciplinato dall’art. 26 bis della L.R. n. 34/1992.

Di conseguenza, verrà attivato un iter amministrativo che, come si è argomentato in precedenza, vedrà lo svolgersi di numerosi interventi di approfondimento e l’acquisizione di svariati e pregnanti pareri che potranno condizionare in maniera rilevante la conclusione dell’accordo di programma, caratterizzandone il contenuto.

L’allarme suscitato dal Consigliere Saturnino Di Ruscio è quindi del tutto ingiustificato e tutti i cittadini possono restare tranquilli che ogni decisione della Provincia si fonderà su di un’attenta valutazione dell’interesse pubblico, che sempre prevarrà su quello privato.

 

Il Presidente

Fabrizio Cesetti